Nutrire il corpo, nutrire l’anima.

I ricordi hanno luoghi all’interno dei quali, più che in altri, amano muoversi. Spesso si tratta di una cucina assolata o fumosa o deserta: è lì che si addensano con maggior precisione, attorno ad un sapore.
Nei riti di preparazione di un piatto familiare, il ricordo trova una scansione che altrimenti sfumerebbe con il tempo: 7 ore di cottura per un ragù, 4 ore di riposo per una sfoglia, 3 minuti di bollore per un uovo alla coque, segnano il ritmo di una conversazione, la durata di un’attesa.

Come Marcel Proust ne “La ricerca del tempo perduto” torna alla sua infanzia grazie alla dolcezza delle morbide madeleine, così le concorrenti di questa edizione di Caratteri di donna ci hanno condotto nelle loro storie attraverso un percorso di ricette, consistenze e profumi.
Cibo come pietra miliare lungo la strada percorsa, dunque ed anche come fonte di ispirazione per intraprenderne di nuove o solo immaginarle.
Cibo come crocevia di emozioni, attraverso il quale a volte si forma il gusto, altre volte si incaglia la percezione di sé.
Perché le parole si mangiano, definiscono il senso di ciò che entra dentro, facendosi sostanza della nostra rappresentazione del mondo.
E se fanno male, per un accidente o un inganno della mente, le parole trovano spazio nella scrittura.
E diventano parole amare, che raccontano un segreto difficile da dire. Parole liquide che escono, un po’ veloci e un po’ lente, come singhiozzi che non puoi trattenere. Parole che ingozzano, ma non sanno sfamare e parole sciape che la lingua non sa più distinguere.
E poi anche parole magiche capaci di guarire, parole che sanno di vita che nasce, o rinasce, in un urlo di vittoria. Parole che raccontano piano di anime rumorose. Parole che disegnano istanti minimi, che lasciano senza fiato, che ridono, anche di niente.

C’è tanta vita nei racconti che abbiamo letto, scelto e raccolto in questo libro: c’è cibo, cuore, odori forti, fame e non fame, ricordi ancora immaturi ed aspri e un futuro sodo, gustoso, pronto da cogliere. Parole di nutrimento, pezzi di sé dati in pasto a chi legge. Parole nutrici, dalle donne alle donne.

 

intro per: Nutrire il corpo, nutrire l’anima. Concorso letterarioCaratteri di donna e di uomo“, Comune di Pavia. 2015

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